Quando la sicurezza è autolesionista
Chi si occupa di consulenza sa che sono tantissime le aziende che rallentano e mettono in difficoltà i processi interni attraverso l’imposizione di regolamenti a volte non necessari, precauzioni troppo zelanti, divieti spesso immotivati.
Così come l’IP department di cui parlava Marco la settimana scorsa riesce a snellire i processi, aggirare gli intoppi, velocizzare i flussi grazie a materiali d’accatto bricolati online, ci sono funzioni aziendali il cui scopo sembra essere quello di rallentarli, gli stessi flussi. Con il risultato finale di mettere i bastoni fra le ruote alla produttività.
Una di queste è la security aziendale, che spesso impone alla rete interna tali e tanti divieti di accesso da rendere impossibile qualunque attività lavorativa moderna in Rete. Le chiusure ai social network, ai messenger, ai siti di contenuti video e di community, lungi dal mettere al riparo da virus e da sprechi di produttività, ottengono solo il risultato di impedire la velocizzazione dei processi grazie agli strumenti di Rete, e l’auto-formazione delle persone al linguaggio e alle pratiche dei social media. Linguaggi e pratiche necessari per essere presenti in modo consapevole sul mercato conversazionale in cui oggi si giocano i destini dei marchi e dei prodotti.











Concordo pienamnete con quanto scritto. Chiudere accessi mediante blocchi nella rete aziendale significa non permettere la conoscenza delle opportunità che il mercato offre e chiudere l’azienda alla sola conoscenza interna.
28 aprile 2009 alle 12:01 pmMi sembra di tornare indietro anni quando si toglievano i floppy dai pc…..