Let it be

Stefano Quintarelli commenta con la sua abituale sagacia la recente notizia dell’emendamento pro-telelavoro respinto in Francia [qui in francese, su Le Monde]. Non hanno fatto poi male a respingerlo, argomenta Stefano, perché la natura dell’emendamento, che prevedeva il telelavoro per i dipendenti in malattia, era fortemente fordiana, anziché di rete.

[...] telelavorare, anzi, ovunquelavorare, è un vantaggio per le persone che ci guadagnano in flessibilità (a scapito dell’organizzazione fordista della società); di conseguenza lo diventa anche per l’azienda, se questa impara a dotarsi di cultura, organizzazione e strumenti di supporto che lo abilitino.

Il punto di vista di Stefano (Prima, alle persone; il beneficio alle aziende ne consegue) mi pare molto importante anche per noi di Yoo+, perché indica la strada più fruttuosa di sviluppo del social enterprise: pensare alle persone prima che all’azienda significa riconoscere il fondamentale valore del capitale umano di conoscenza. Questo capitale,  ingabbiato spesso in modelli organizzativi obsoleti, impedisce alle persone di dare il contributo all’altezza delle loro capacità e forse anche aspirazioni. Sono quelle le aziende obsolete che tengono indietro le proprie persone, non vorrei qui usare la locuzione ‘risorse umane’, quando in rete, nella vita di tutti i giorni, le stesse persone già hanno imparato a fluire ed aggregarsi: e così facendo tengono indietro loro stesse in un contesto competitivo, peraltro, sempre più sfidante e complesso, per non dire caotico. Cosa fare? Let it be, please.


Scritto da Yooplus Team il 30 maggio 2009 in Idee Yooplus .

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