Le ragioni del successo di Twitter
Un recente numero di Time dedicava la copertina a un pezzo di Steven Johnson su Twitter, il social media di cui si parla più in questi giorni. Questa settimana Internazionale ne pubblica la traduzione (Time mette online il pezzo integrale, Internazionale no).
Twitter è il fenomeno del momento, almeno sui media, ma l’articolo va oltre il singolo strumento per evidenziare una caratteristica: Twitter ha successo perché è una piattaforma aperta.
Ecco un minisummary dei punti che a mio giudizio funzionano meglio nell’articolo di Johnson:
- è vero che twitter e tutti gli strumenti di lifestreaming/microblogging in generale sono spesso usati per dire cose irrilevanti – come che marca di cereali stiamo mangiando a colazione. Quello che non capiscono i suoi detrattori è che per la maggior parte delle persone sapere che cereali stanno mangiando i nostri amici è effettivamente molto più interessante di quanto saremmo portati a pensare. E’ una questione di calore sociale difficile da spiegare a chi non usa lo strumento.
- twitter è uno strumento perfetto per il backchanneling, cioè la partecipazione in tempo reale a eventi da parte di persone non fisicamente presenti all’evento. Questo produce un secondo strado di discussione composto di opinioni, idee, punti di vista diversi che vanno ad ampliare di molto i contenuti espressi durante l’evento.
- twitter consente la ricerca e indicizzazione di fonti, risorse, informazioni, e un osservatorio in tempo reale su ciò di cui si sta discutendo che Google non è in grado di fornire. L’insieme di fonti e news rilanciate su twitter rappresenta una piattaforma di informazione in tempo reale selezionata dalla collettività che nessun altro è in grado di dare. Quindi twitter come search e come news: Johnson non affronta invece la questione di se e come il lifestreaming stia soppiantando, almeno in parte, il blogging.
- twitter sta cambiando anche la modalità di utilizzo dei media tradizionali: qualunque trasmisione TV può essere seguita e commentata in tempo reale da migliaia o milioni di persone (è una modalità multitasking particolarmente in uso tra i teenager). Questo integra un nuovo strato di informazione, opinione, discussione e commento delle informazioni passate dai media. La TV non è più l’Autorità Suprema che cala una forma immutabile di Verità: ora quella della TV è solo una delle tante verità, ed è mediata dalla collettività.
- il mercato passa anche per twitter, che consente una forma nuovissima ed estrememente flessibile, personalizzabile e quindi efficace di Customer Relationship Management (su twitter è corretto parlare di nuove forme di relazione con il proprio mercato, prima che di sales). Prima o poi anche l’ideazione e progettazione dei prodotti passerà al vaglio della collettività, se non sarà addirittura demandata ad essa. Non ce ne eravamo mai accorti, ma anche nel mercato tradizionale, gran parte del valore del prodotto sta nell’uso effettivo che ne fanno gli utilizzatori finali. Ora questo uso può tornare in forma di innovazione: è la end-user innovation.
- il valore di twitter non sta tanto nello strumento in sé, ma in cosa è diventato. Il fatto che sia aperto tramite API molto generose fa sì che siano nate migliaia di applicazioni di terze parti che ne hanno sancito il successo. Ancora di più, modi d’uso e convenzioni come l’uso di @ (”in risposta a”) e # (”riguardo a un evento”) sono stati decisi collettivamente dagli utilizzatori, non dagli autori.
In breve: twitter è uno strumento di successo con un rapidissimo tasso d’adozione (soprattutto tra le fasce di popolazione più evolute, tecnologicamente e culturalmente) perché diffonde calore sociale, permette di partecipare in sincrono a distanza, fornisce utilità in termini di informazione e competenze, consente un nuovo e più profondo rapporto tra produttore e consumatore. Tutto ciò è reso possibile dal fatto che twitter è una tecnologia aperta, cioè una piattaforma che consente alle persone di costruire e modellarla a loro piacimento.
Oggi questa è una caratteristica necessaria perché uno strumento/ambiente/idea possa diffondersi ed essere adottato.










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2 luglio 2009 alle 1:01 pmOttimo Articolo… quello che non capisco è come fa Twitter a sostenersi economicamente visto che non ha neanche una pubblicità!!
6 settembre 2009 alle 11:36 amIl tema del modello di business di Twitter è uno dei più dibattuto della Rete intera.
Twitter ha finanziamenti di investitori privati che vedono in Twitter dei modelli di business futuri. Uno di essi, confermato dagli stessi autori, è quello di far pagare le aziende per account Pro, un po’ come si accingerebbe a fare Facebook.
In ogni caso non è detto che una cosa per funzionare e avere successo debba per forza essere profittevole. Il web è nato senza scopo di lucro, e tuttora le killer app di Internet, su cui si basa la vita online di milioni di persone, sono gratuite (la mail, i messenger, IRC, i newsgroup).
9 settembre 2009 alle 6:24 pm