Oggi, più che mai, a un editore serve una community

Luca VanzellaLuca Vanzella,  fondatore di Daimon, la società di content design legata a Yooplus, condivide alcune riflessioni sull’importanza di puntare allo sviluppo delle community per valorizzare l’impegno editoriale.

Non sarà cercare di ricreare le condizioni di scarsità del mercato pre-Internet che salverà l’editoria: quello in cui gli unici canali in grado di distribuire l’informazione sono controllabili o difficilmente replicabili è un mondo passato. L’approccio repressivo ha il solo effetto di crescere una generazione  di “pirati” che mai più pagheranno i contenuti. Invece di lamentarsi bisogna arrotolarsi le maniche e con umiltà cercare di intuire i nuovi modelli di business su cui si baserà l’editoria del 21mo secolo. Uno di questi è la community editoriale: la parte più attiva, propositiva e appassionata del proprio mercato, aggregata online, non solo contribuisce attivamente al prodotto editoriale e alle revenue che esso genera, ma entra a far parte del modello di business futuro dell’editoria.

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Scritto da francesco il 5 marzo 2010 in Social publishing .

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