Auguri!
Ci siamo, Natale è alle porte, molti di voi sono alla ricerca degli ultimi regali. E’ stato un anno strano, complicato, sicuramente complesso.
Nonostante tutto, i cambiamenti positivi non sono stati pochi, anzi. A partire proprio da quello che è successo nel mondo della comunicazione online, un evento destinato a cambiare anche i paradigmi della brand communication. Non a caso l’uomo dell’anno, secondo l’autorevole Time, è il “dimostrante” ed ha il volto di un mondo che molti pensavano stesse rimanendo fuori dalle grandi conversazioni mondiali. Bene, quegli uomini e quelle donne, comunque la si pensi, hanno cambiato radicalmente il nostro ascolto e il nostro parlare degli ultimi mesi, Facebook e Twitter non sono mai stati così veramente social come adesso.
Tra coloro che hanno colto meglio i segni del cambiamento, c’è sicuramente il mondo politico, che per quanto ancora in maniera un po’ goffa, dimostra però di aver capito la lezione… o almeno parte di essa. Certo, mentre oltreoceano si può richiedere via Facebook persino l’invito al dinner con Barack e Michelle, in Italia ragioniamo ancora se sia il caso di censurare o meno i post negativi, ma del resto parliamo anche di diritti d’autore, privacy e difficilmente in modo aperto e possibilista. Ad ogni modo, sono stati proprio gli eventi politici ad aggregare la più grossa comunità mai vista in Italia, che va dai tormentoni stile “Tutta colpa di Pisapia” al confronto cittadino-sindaco, dalla propaganda politica più classica alle pagine di protesta. Dal più serio al più faceto, li abbiamo frequentati tutti almeno una volta, e hanno coinvolto in un modo o nell’altro il nostro impegno e le nostre coscienze. Siamo stati tutti indignati dopo, anche da motivi opposti magari, ma lo siamo stati.
Dopo non siamo stati più gli stessi. Siamo tutti più maturi, forse, ma intanto le conversazioni sono cambiate, basta guardare una qualsiasi “home” su Facebook in una qualsiasi ora del giorno o della notte… che fine ha fatto Farmville? E le richieste per le applicazioni di ogni tipo? Spariti tutti. Adesso cerchiamo contenuti veri e siamo disposti a ridere, ma delle cose serie, giochiamo ancora (e per fortuna) ma se dietro c’è un valore che almeno ci rappresenta. Paradossalmente, sono meno importanti anche i numeri. Quello che conta è la coerenza e la propositività delle azioni, amplificate dal mondo (e dalle attività) offline e viceversa, in un rimando continuo che ci fa essere ovunque, sempre presenti, sempre aggiornati, non solo connessi.
Un maggior bisogno di verità non è mai un cattivo regalo e noi, che non abbiamo mai amato le “scatole vuote” anche lontano dal Natale, ne siamo un bel po’ felici… e voi?
Passiamo alla sfera più futile invece, all’entertainment. Quelli che hanno meglio capito come sfruttare i new media e new devices sono proprio coloro che apparentemente dovevano temere di più il loro successo. Non tutti ovviamente, ma qualche bell’esempio c’è. La TV, a partire da programmi di intrattenimento e dai reality più “evoluti” (quelli dove almeno i protagonisti sanno fare qualcosa!), hanno dimostrato di saper sfruttare a proprio favore i nuovi mezzi, caricandoli di contenuti “altri”, rispetto al programma in sé. Non più media competitor ma complici di un’offerta che arricchisce la TV di partecipazione diretta, facendo entrare al suo interno la voce delle persone. Non più da quel vecchio telefono che non abbiamo mai saputo se filtrasse verità o finzione, e fuori dalla staticità dell’sms, ma tramite Twitter, Facebook e persino Skype. Gli interventi li puoi vedere indistintamente sul tuo smartphone o in diretta televisiva, puoi rispondere via Twitter ad un commento sentito in trasmissione, mescolando piani, azioni, evoluzioni. Le possibilità che si aprono, sono un caleidoscopio che gira continuamente.
L’informazione vera, invece, dimostra più lentezza con qualche rara eccezione che lascia invece un buon sapore in bocca! E’ il caso di MTV e della campagna “Io Voto”, forse la più bella campagna di sensibilizzazione mai dedicata agli adolescenti italiani, che li coinvolge e li rende protagonisti con un insegnamento civile di tutto rispetto, il diritto al voto e il suo significato, dalle elezioni scolastiche a quelle politiche, entra nelle loro vite perché loro possano entrare nelle nostre con le loro esperienze. Chapeau!
Insomma, la nostra storia di Natale è questa, raccontarvi il bel regalo del 2011 nonostante tutto, raccontarvi di giocattoli utili, di come la parola è cambiata, come siamo tutti più seri, anzi veri, anche quando scherziamo.
I social network più evoluti sono diventati anche i più maturi. E tutti noi, siamo cresciuti con loro!










