Parliamo di SEO

Lunghe discussioni si sono scatenate in rete dopo la pubblicazione del video in cui Matt Cutts di Google parla del SEO e dei comportamenti del più importante motore di ricerca nei confronti dei siti non realizzati perfettamente dal punto di vista tecnico (codice) e che non seguono le “leggi” del SEO. Questi siti possono essere penalizzati ed estromessi dalle ricerche di Google? No, se il contenuto è di qualità.

Content is king. I contenuti e le informazioni pubblicate sono, ovviamente, fondamentali per ottenere un sito di qualità e che sia ai primi posti nelle ricerche, ma siamo proprio sicuri di poterci “dimenticare” delle logiche SEO?

Cutts afferma che “we try to make it so you don’t have to do SEO”, quindi Google sta operando per fare in modo che anche senza le tipiche pratiche del SEO (tecnicamente parlando) i siti possano emergere nelle ricerche grazie ai contenuti pubblicati. Pensiamo, quindi, che una delle competenze degli esperti SEO debba essere necessariamente quella editoriale e legata alla comunicazione: non solo codice html e algoritmi per l’ottimizzazione ma qualità, originalità e preparazione nella materia.

Il SEO, quindi, come ogni specializzazione, va incontro ad una mutazione nelle sue applicazioni. Si potrebbe quindi provare a cambiare il nome? Alcuni hanno già proposto il passaggio da Search Engine Optimization a Search Engine Quality Creation.

In attesa di vedere gli sviluppi della discussione noi rimaniamo ovviamente convinti che i contenuti di qualità siano indispensabili per realizzare un buon sito, del resto anche Google sta lavorando per comprendere perfettamente la struttura semantica di una pagina web a prescindere del codice.

Poi per il resto Content is king a noi non può che piacere: la tecnologia per noi non è mai stata neutra.


Scritto da Sonia il 3 gennaio 2012 in Daimon .

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