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	<title>Yooplus &#124; social media &#38; enterprise 2.0 &#187; Enterprise 2.0</title>
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		<title>Visionari, presbiti e &#8220;crisi&#8221; del E2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 14:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spero di non disturbare nessuna sensibilità se dico che la discussione in corso sulla crisi dei blog, dei social network, dell’Enterprise 2.0 non mi appassiona affatto.
All’inizio, 2007 o giù di lì, era opinione largamente diffusa, anche fra importanti protagonisti dell’internet italiano, che  il web 2.0 non portasse con se alcuna vera novità. Forbiti e salaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1663" title="occhiali" src="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/12/occhiali1.jpg" alt="occhiali" width="191" height="127" />Spero di non disturbare nessuna sensibilità se dico che la discussione in corso sulla crisi dei blog, dei social network, dell’Enterprise 2.0 non mi appassiona affatto.<br />
All’inizio, 2007 o giù di lì, era opinione largamente diffusa, anche fra importanti protagonisti dell’internet italiano, che  il web 2.0 non portasse con se alcuna vera novità. Forbiti e salaci AD polemizzavano paragonandolo a delle forme di community appena più colorate. Erano miopi allora, come poi è stato evidente a tutti.<br />
Oggi è il tempo dei presbiti.<span id="more-1630"></span>E’ appena scesa di tono la discussione sul web 3.0, che doveva essere semantico e oggi si preferisce ubiquo e cloud, che si alza la voce di chi vuole in crisi l’Enterprise 2.0, motivazioni varie.<br />
Quello che mi stupisce un poco è che alcune di queste interpretazioni arrivino da “precursori”,  da alcuni fra gli interpreti originali. Mi pare, sbaglierò, bizzarro che accada nel momento in cui dalla teorizzazione e dalla sperimentazione ristretta si passa alla fase dell’adozione.  Il sempre aggiornato e interessante <a href="http://www.socialenterprise.it/index.php/2009/11/23/lenterprise-2-0-sul-bordo-del-caos/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+socialenterprise+%28The+Social+Enterprise%29" target="_blank">Emanuele Quintarelli</a> sul suo blog raccoglie la suddivisione “religiosa” fra i diversi interpreti citando e semplificando efficacemente gli schemi di Greg Lloyd che parla nel suo “Enterprise 2.0 Schism” di tecnari, miscredenti, proletari e druckeriani.<br />
Da implementatore razionalista preferisco non provare nemmeno a cimentarmi. Di più: non m’interessa. Ancor di più: dubito fortemente possa interessare minimamente il manager di una azienda che vive nel mondo reale.  Forse per studiosi e consulenti a caccia di orizzonti prospettici l’approccio e le esigenze possono essere diverse. Da parte mia suggerisco di provare ad affrontare la questione tenendo conto di poche, semplici, regole.</p>
<p><strong>Guardare a 360 gradi</strong><br />
I benefici che possono derivare dall’adozione di metodologie social riguardano tutta l’impresa che va considerata come un unicum che produce beni e servizi destinati al mercato. Non esiste un approccio valido per l’esterno, per il mercato, che non debba tener conto di interazioni significative con l’organizzazione interna, nella struttura e nella natura dei servizi offerti. Intendo affermare che, con un approccio allargato, se parliamo di marketing e conseguentemente delle azioni rivolte al cliente finale,  potremmo valutarne meglio l’impatto se agiamo anche organizzando adeguatamente la struttura, utilizzando per se stessi strumenti analoghi. Nello stesso modo possiamo pensare all’implementazione delle stesse metodologie, e parlo di metodologie non di strumenti,  all’interno degli altri processi aziendali, nella organizzazione di produzione, nella distribuzione, nelle sue relazioni interne.<br />
Ciò non significa certo che occorra coinvolgere contemporaneamente tutta la struttura per ogni singola azione programmata. Al contrario, nella esperienza reale, c’è sempre un precursore.  Del resto quando si parla di Enterprise 2.0 si parla di “modalità emergente”, ovvero di qualcosa che si espande, cresce e si stratifica, a partire da una esperienza che per essere efficace deve essere la più semplice possibile. La positività dell’azione cresce con la trasversalità e l’acquisizione della conoscenza anche nelle aree aziendali non toccate direttamente. Questo permetterà, anche in un momento successivo, di allargare l’esperienza agli altri settori valutandone di volta in volta i vantaggi e facendo crescere una cultura aziendale condivisa e armonica che, se non rappresenta la garanzia, è certamente un elemento basilare di successo.</p>
<p><strong>Specializzare gli strumenti</strong><br />
Esiste una differenza essenziale fra l’uso dei social network da un punto di vista individuale e l’adozione delle  stesse metodologie a vantaggio di una azienda.<br />
Le imprese, per loro natura, hanno un obiettivo economico, cosa che non si può generalmente affermare per le attività delle persone sui social network. Per me individuo la sola presenza contribuisce alla soddisfazione del mio obiettivo. Organizzare, partecipare e acquisire credibilità notorietà e influenza in un gruppo di fan dello stesso argomento che mi appassiona, comunicare con persone che hanno i miei stessi interessi,  risolve intrinsecamente la mia esigenza. La sola presenza contribuisce alla soddisfazione del mio obiettivo.<br />
Al contrario una azienda deve, necessariamente, porsi il problema del valore delle sue azioni e della partecipazione agli obiettivi che non sono mai direttamente risolti dalla pura partecipazione.  Visto da questo punto di vista diventa persino ovvio pensare che non si possano usare “as it is” piattaforme standard pensate e realizzate per risolvere esigenze individuali.<br />
La scelta degli strumenti correlati agli obiettivi da raggiungere è uno degli elementi essenziali. La possibilità, poi, di intervenire e di modellare, anche pesantemente le piattaforme adottate è essenziale. Del resto quale esperienza reale non ha comportato personalizzazioni e sviluppo? Quale non ha dovuto tenere conto di problemi di riservatezza e sicurezza? Ed infine, anche utilizzando direttamente le piattaforme social come Facebook o Twitter, quale esperienza ha avuto un effettivo successo se non accompagnata da una significativa attività di community management?<br />
Sia chiaro che questo tipo di impostazione non significa doversi impegnare in processi lunghi e costosi. Non ha alcun senso adottare piattaforme e strumenti la cui installazione è solo l’inizio di un processo.  Se anche la dimensione dell’investimento non fosse un problema si dovrà pur considerare la velocità di evoluzione dell’eco sistema circostante e la necessità di integrazione con un mondo che certo non ha i tempi di una qualsiasi soluzione legacy.</p>
<p><strong>Considerare e misurare gli obiettivi</strong><br />
Non esiste un investimento che non si debba confrontare con delle misure concrete di successo. La questione non è calcolare a posteriori il ritorno dell’investimento. Operazione spesso puramente teorica e difficile da concretizzare.  Buona regola è fissare, per ogni azione che si va a impostare, degli obiettivi concreti. Prima. Coinvolgendo, possibilmente, tutte le risorse essenziali al successo dell’iniziativa.<br />
Se mi rivolgo al cliente finale dovrò misurare redemption, selezione qualitativa e abbattimento dei costi contatto, capacità indirizzo nella distribuzione, ascolto del brand e notorietà del marchio. In definitiva, per sintetizzare, dovrò confrontarmi con obiettivi misurabili di conquista o apertura dei mercati di riferimento.<br />
Se, invece,  il mio occhio guarda dentro l’azienda non potrò non tenere conto dei vantaggi che cerco in termini di valorizzazione delle risorse umane, di contrazione della catena decisionale, di semplificazione e stratificazione del know-how, d’indipendenza dei processi critici dalla singola attività e risorsa, di rapidità decisionale, di incremento della creatività e della partecipazione agli obiettivi generali. In breve, sempre per sintetizzare, occorre trovare e impostare, fin dal momento della definizione del progetto, misure capaci di verificarne l’impatto in termini di maggiore semplicità ed efficienza dei processi. Non è difficile, se fatto prima di iniziare.</p>
<p><strong>Protagonisti e motivazioni</strong><br />
L’ipotesi che l’adozione di strumenti social all’interno dell’azienda possa avvenire dal basso è affascinante ma del tutto irrealistica. Qui mi dispiace contraddire alcune autorevoli opinioni.<br />
Credo fermamente che l’uso personale delle piattaforme social possa avere un valore educativo e facilitante ma purtroppo penso che questo non sia mai decisivo nell’adozione all’interno dell’impresa. Non perlomeno in modo permanente, come azione strategica e non marginale. L’idea che l’azienda rinunci al controllo a favore della creatività individuale e dell’auto organizzazione mi pare suggestiva, efficacemente visionaria ma del tutto irrealistica.<br />
Nelle esperienze concrete, se non si parte da una funzione aziendale influente e fortemente motivata, proprio perché si tratta di strumenti e azioni veramente rivoluzionari, difficilmente vedremo crescere una esperienza di successo.<br />
Quale fra le funzioni aziendali è la più sensibile all&#8217;introduzione dell’Enterprise 2.0? Ecco un altro dibattito che non mi appassiona affatto. E’ opinione comune che i possibili sponsor in azienda siano il Ceo stesso, il marketing, le risorse umane e l’ICT. Per molti e autorevoli analisti marketing e Ceo sarebbero i protagonisti, HR starebbe alla finestra mente ICT, timoroso di perdere potere e controllo, starebbe in posizione passiva se non antagonista. Non così banale, ovvio. Ho operato una semplificazione per meglio evidenziare un tipo di discussione che, per altro, mi pare altrettanto banale.<br />
Meglio cercare le motivazioni piuttosto che i possibili sponsor. Meglio analizzare la natura delle aziende e il loro posizionamento &#8220;culturale&#8221;.<br />
Quale sarà poi il leader, il precursore, dipende dalle esigenze e dagli obiettivi. Forse non è un caso che le esperienze di successo vedano come protagoniste imprese con alcune caratteristiche simili: necessità di confronto con un mercato maturo, cultura aziendale elevata, produzioni innovative nella tecnologia, nel design, nel packaging, forte innovazione nei sistemi di distribuzione, sedi territorialmente diversificate, volontà di coinvolgimento e confronto con i destinatari delle azioni che si vogliono non passivi  ma alleati. Guardare in questa direzione mi pare più efficace che cercare una singola sensibilità personale.</p>
<p>Quattro semplici regole. Nessuna pretesa particolare. Un contributo alla discussione. Mi resta l’idea che non è tempo per presbiti visioni, così poco affascinate dalla costruzione del reale. Anche in Italia,  quando si parla di Enterprise 2.0, si intendono ormai processi ravvicinati e maturi.  Dove consulenza e attuazione devono poter camminare insieme.</p>
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		<title>Intervista a Marco Griffa, AD di Loescher</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yooplus Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Innovare per aumentare la collaborazione monitorando la produzione. Le due prestigiose Case Editrici, Loescher (Torino) e D’Anna (Firenze) appartenenti al gruppo Zanichelli, introducono in azienda we+ Publisher Enterprise:  uno strumento innovativo al servizio di obiettivi ambiziosi realizzato da Yooplus come verticalizzazione della piattaforma we+.
Sulla base delle strategie di medio-lungo periodo, è stato messo a fuoco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/11/griffa.jpg"><img class="size-full wp-image-1374 alignright" style="margin: 2px;" title="Marco Griffa" src="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/11/griffa.jpg" alt="Marco Griffa" width="191" height="191" /></a><em>Innovare per aumentare la collaborazione monitorando la produzione. </em>Le due prestigiose Case Editrici, <strong>Loescher</strong> (Torino) e <strong>D’Anna</strong> (Firenze) appartenenti al gruppo Zanichelli, introducono in azienda <strong><em>we+ Publisher Enterprise</em></strong>:  uno strumento innovativo al servizio di obiettivi ambiziosi realizzato da Yooplus come verticalizzazione della piattaforma we+.<br />
Sulla base delle strategie di medio-lungo periodo, è stato messo a fuoco che le nuove sfide si vincono con i nuovi strumenti e soprattutto con concetti ed approcci al lavoro diversi. Il mondo cambia, il mercato evolve e soprattutto si modifica il linguaggio alla base del dialogo tra azienda ed utenza. Lo studente insieme al libro desidera apparati a corredo: sito web, letture in pdf, punti di accesso alle informazioni diversi dai classici (librerie, ecc.).  Le sfide quindi si aprono su vari campi e la capacità dell’azienda di rispondere in tempi e modi consoni, è di fondamentale importanza.</p>
<p><span id="more-1235"></span></p>
<p><em>Ma ecco le parole dell’Amministratore</em></p>
<blockquote><p>La sfida per la realtà del mercato scolastico ormai non si combatte solo con la qualità del prodotto, ma con una forte e controllabile gestione dei tempi, perché un ottimo prodotto che arriva tardi  non è più competitivo. Poiché la creazione del testo scolastico ha una fase di progettazione lunga ed estremamente onerosa, occorre gestirla con logiche di efficienza ed efficacia molto spinte.</p>
<p>Inoltre, tutte le fasi collaterali, che alla fine confluiscono nel prodotto stampato, devono correre parallele al progetto principale e quindi anche la gestione iconografica e dei diritti trovano integrazione in questo strumento.<br />
Non va poi dimenticata la fondamentale integrazione con l’ERP. Semplice ed efficiente, che ha eliminato i doppi inserimenti di molti dati comuni (evitando in questo modo il rischio di commettere errori) e lasciando aperta la strada a ulteriori interazioni anche sui fronti amministrativo e commerciale.</p>
<p>La collaborazione, la condivisione, un project management più orizzontale e informale consentono di velocizzare i processi, capitalizzare conoscenze e far emergere quelle pratiche di lavoro efficaci che provengono dalle esperienze dirette di chi opera in azienda piuttosto che dai manuali o dalle rigide regole aziendali.</p></blockquote>
<p><em>Marco Griffa, Amministratore Delegato, di Loescher Editore Srl e  di G. D’Anna Casa editrice SpA</em></p>
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		<title>Ci vediamo in SMAU?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 15:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vanz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno partecipiamo a smau, e questa volta presentiamo we+ insieme a Nuvò Consulting, con cui abbiamo stretto un accordo di collaborazione.
L&#8217;occasione è perfetta per invitarti, giovedì 18 e venerdì 19 giugno, a fare due chiacchiere con noi e Nuvò a discutere di social media in ambito marketing e aziendale, a scambiare idee e impressioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1029" style="margin: 5px 10px;" title="logo_bo09" src="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/06/logo_bo09.gif" alt="logo_bo09" width="227" height="51" />Anche quest&#8217;anno partecipiamo a <strong>smau</strong>, e questa volta presentiamo we+ insieme a <a href="http://www.nuvoconsulting.it/">Nuvò Consulting</a>, con cui abbiamo stretto un accordo di collaborazione.</p>
<p>L&#8217;occasione è perfetta per invitarti, giovedì 18 e venerdì 19 giugno, a fare due chiacchiere con noi e Nuvò a discutere di social media in ambito marketing e aziendale, a scambiare idee e impressioni. Accanto al nostro spazio espositivo si svolgeranno una serie di workshop su diversi temi, tenuti da docenti universitari, analisti di mercato, protagonisti dell&#8217;ICT.</p>
<p><a href="http://www.yooplus.com/newsletter/invito_std_yoo.pdf">Qui puoi scaricare l&#8217;invito</a> (PDF, 264 Kb)  che consente la partecipazione all&#8217;evento previa registrazione sul sito <a href="http://www.smau.it/yooplus">smau</a>.</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://register.weplusws.com/index.php?op=register&#038;register_type=1&#038;actLang=2">prova la versione free di we+</a></h3>
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		<title>L&#8217;intervista su Markom TV</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 10:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro Francesco Paradiso è stato intervistato da Bruno Conte Direttore Didattico, membro CDA e fondatore di IMU Information Management University con sede a Milano e Roma.
L&#8217;intervista è stata realizzata da Markom.tv un progetto nato da un&#8217;idea di 8com, con l&#8217;obiettivo di creare un sito che sia punto di riferimento per il marketing e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro Francesco Paradiso è stato intervistato da <strong>Bruno Conte</strong> Direttore Didattico, membro CDA e fondatore di <strong>IMU Information Management University</strong> con sede a Milano e Roma.<br />
L&#8217;intervista è stata realizzata da <strong><a href="http://www.markom.tv" target="_blank">Markom.tv</a> </strong>un progetto nato da un&#8217;idea di <strong>8com</strong>, con l&#8217;obiettivo di creare un sito che sia punto di riferimento per il marketing e la comunicazione<strong> </strong>e che consenta di accedere ai materiali video legati a questi argomenti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="height=400&amp;width=450&amp;movie=http://markom.tv/hwdvideos/uploads/5vx7m0i20z470.flv&amp;overstretch=true" /><param name="src" value="http://markom.tv/components/com_hwdvideoshare/flvplayers/osflv/mediaplayer.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="400" src="http://markom.tv/components/com_hwdvideoshare/flvplayers/osflv/mediaplayer.swf" flashvars="height=400&amp;width=450&amp;movie=http://markom.tv/hwdvideos/uploads/5vx7m0i20z470.flv&amp;overstretch=true"></embed></object></p>
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		<title>DocuBusiness &#8211; Vicenza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 10:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yooplus Team</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Fiera di Vicenza
9 &#8211; 11 ottobre 2008
Gio-Ven dalle 9.30  alle 18.00
Sab dalle 9.30 alle 15.00
Padiglione F, Stand I01- H01
Giovedì 9 ore 15,00, teniamo uno speech dal titolo:  Soft Knowledge &#8220;Quello che non trovi nei documenti&#8221;
Il sito di DocuBusiness
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/10/yooplus_docubusiness2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-151" style="float: right; margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="yooplus_docubusiness2" src="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/10/yooplus_docubusiness2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: larger;">Fiera di Vicenza</span><br />
9 &#8211; 11 ottobre 2008</strong><br />
Gio-Ven dalle 9.30  alle 18.00<br />
Sab dalle 9.30 alle 15.00<strong></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: larger;">Padiglione F, </span></strong><strong>Stand I01- H01</strong></p>
<p>Giovedì 9 ore 15,00, teniamo uno speech dal titolo:  <strong>Soft Knowledge &#8220;Quello che non trovi nei documenti&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.docubusiness.it/" target="_blank">Il sito di DocuBusiness</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il video</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Yooplus]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Esiste una profonda differenza fra quello che è il Web 2.0 e quello che è l&#8217;Enterprise 2.0, fra quello che è  la community fine a se stessa dove la felicità è stare all&#8217;interno di un gruppo di persone che autoassolvono il proprio obiettivo al momento che stanno insieme &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. ma se sono dentro un&#8217;azienda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Esiste una profonda differenza fra quello che è il Web 2.0 e quello che è l&#8217;Enterprise 2.0, fra quello che è  la community fine a se stessa dove la felicità è stare all&#8217;interno di un gruppo di persone che autoassolvono il proprio obiettivo al momento che stanno insieme &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. ma se sono dentro un&#8217;azienda, l&#8217;azienda ha degli obiettivi e ha del tempo in cui raggiungere quegli obiettivi, per cui non mi posso accontentare semplicemente &#8230;&#8230;&#8230;.&#8221;</em> L&#8217;intervento di Luigi Grimaldi a Bologna.</p>
<p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/glP0aRRLm_w&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/glP0aRRLm_w&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
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		<title>&#8220;Noi è meglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro &#8220;Noi è meglio&#8221; è uscito e si trova in tutte le migliori librerie.
Digital Marketing Lab sta pubblicando alcuni parti delle interviste contenute nel libro, tra cui quella a Luigi Grimaldi, che qui riportiamo.
Domanda: Luigi, la tesi di fondo del libro è quello del  potere delle masse, di come la collettività possa generare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro &#8220;Noi è meglio&#8221; è uscito e si trova in tutte le migliori librerie.</p>
<p><a href="http://www.digitalmarketinglab.it/" target="_blank">Digital Marketing Lab</a> sta pubblicando alcuni parti delle interviste contenute nel libro, tra cui quella a Luigi Grimaldi, che qui riportiamo.</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Luigi, la tesi di fondo del libro è quello del  potere delle masse, di come la collettività possa generare conoscenza e valore  in modo assolutamente incredibile, e molto spesso, imprevedibile. Come si  applica questo approccio partecipativo alla realtà di lavoro in azienda? E come  avete deciso di renderlo “attuabile” con la vostra piattaforma per il community  management in azienda?</em></p>
<p><strong>Risposta:</strong> Nelle società occidentali, in una economia  globalizzata come quella che conosciamo, la competitività non può seguire le  stesse regole che conoscevamo negli ultimi decenni del secolo scorso. Prodotti e  servizi sono sempre più simili, per qualità e modalità di accesso al mercato,  qui da noi come in Cina, in India, nei paesi dell’Est europeo. Materie prime,  macchinari e modalità di lavoro sono sempre più simili. Ecco perché non è più  possibile affidarsi alla logica di “processo”. La competitività vera è sempre  più evidentemente affidata a differenziali non materiali ed in quanto tali non  gestibili con un approccio gestionale.</p>
<p>Competenza, cultura di base, creatività, velocità di reazione di fronte ai  cambiamenti ed alle occasioni, flessibilità: sono questi i nuovi elementi  determinanti per qualsiasi sfida. Tutte qualità intrinsecamente legate alle  persone. Ma visto che il Rinascimento italiano è finito da un pezzo inutile  cercare una singola identità o idea geniale.</p>
<p>E’ l’intelligenza collettiva, quella che si trova in ogni organizzazione,  l’elemento essenziale su cui puntare. E’ incredibile quante energie creative  contenga una qualsiasi organizzazione e quanto siano compresse ed inutilizzate  dall’approccio gerarchico e dirigistico che in Italia è ancora molto presente.  Occorre rompere questo schema, occorre contare sulla capacità delle persone.</p>
<p>Quello che è avvenuto in internet con l’esplosione dei social network non ha  bisogno di esempi. Contemporaneamente occorre capire che esistono profonde  differenze fra una “<strong>comunità di interessi</strong>” ed un <strong>gruppo  di persone che lavorano in una azienda</strong>. Se non lo si fa, se si  trasporta a livello Enterprise gli stessi meccanismi di relazione di Youtube o  di Flikr, di Facebook o di Twitter, se ci si limita a creare un blog aziendale o  una wiki pretendendo che diventi di per se stessa la base del knowledge  aziendale si ripercorrono i passi inutili dei primi siti vetrina.<br />
E questo  perché una “community” di interessi è finalizzata a se stessa, esistenza e scopo  si equivalgono, mentre in una realtà economica, come è sempre un’azienda o un  ente, il<strong> fare comunità è finalizzato al raggiungimento di obiettivi  esterni, si chiamino essi fatturato, efficienza, riduzione dei tempi, qualità,  capacità di fare team.</strong></p>
<p>Tratto da “<a title="Noi è meglio" href="http://etaslab.corriere.it/dynuni/dyn/Catalogo/14865_Barry-Spector_Noi-e-meglio.jhtml" target="_blank">Noi è meglio </a>” &#8211; ETAS Editore</p>
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		<title>Più di mille partecipanti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 12:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Yooplus]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un vero successo il Convegno organizzato dal Politecnico di Milano- Osservatorio Enterprise 2.0 &#8220;Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web&#8221;.
L&#8217;aula Rogers scelta per l&#8217;evento non è bastata a contenere tutte le persone che si erano registrate al Convegno, tanto che è stata usata anche un&#8217;altra aula in videoconferenza. Molto interessanti e ben presentati i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/enterprise-20.jpg" title="enterprise-20.jpg"><img src="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/enterprise-20.jpg" alt="enterprise-20.jpg" /></a><br />
Un vero successo il Convegno organizzato dal Politecnico di Milano- Osservatorio Enterprise 2.0 <em>&#8220;Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web&#8221;</em>.<br />
L&#8217;aula Rogers scelta per l&#8217;evento non è bastata a contenere tutte le persone che si erano registrate al Convegno, tanto che è stata usata anche un&#8217;altra aula in videoconferenza. Molto interessanti e ben presentati i risultati della Ricerca che ha coinvolto oltre 130 aziende tra le principali imprese e pubbliche amministrazioni italiane. La Ricerca, attraverso studi di caso, interviste e survey, ha analizzato lo stato e i trend dell&#8217;applicazione delle nuove soluzioni Enterprise 2.0 e i loro impatti sui processi, le relazioni e i modelli di impresa.<br />
La tavola rotonda, che doveva occuparsi degli scenari evolutivi e che in realtà ha visto una presentazione delle diverse strategie dei fornitori ha chiuso la mattinata.<br />
La discussione, guidata dal Prof. Umberto Bertelè, Presidente della School of Management del Politecnico di Milano, ha visto partecipare Max Ardigò, per IBM, Silvio Filippi, per Microsoft Italia, Carlo Marchini per Google, Giovanni Marrè, per IT Consult, Amedeo Prodi, per Sap e Luigi Grimadi di Yooplus.<br />
Quanto prima metteremo online il video dell&#8217;intervento di Luigi Grimaldi.</p>
<p>Se volete, potete scaricare i documenti che abbiamo presentato:<br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/yooplus-profilo.pdf" title="yooplus-profilo.pdf" target="_blank">Company profile</a><br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/cosa-si-intende-per-enterprise-20.pdf" title="cosa-si-intende-per-enterprise-20.pdf" target="_blank">Cosa si intende per Enterprise 2.0</a><br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/cosa-si-puo-aspettare-una-impresa-da.pdf" title="cosa-si-puo-aspettare-una-impresa-da.pdf" target="_blank">Cosa si può aspettare una impresa da..</a><br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/scheda-weworkspace.pdf" title="scheda-weworkspace.pdf" target="_blank">Scheda we+workspace</a><br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/03/come-introdurre-il-rinnovamento-in-azienda.pdf" title="come-introdurre-il-rinnovamento-in-azienda.pdf" target="_blank">Come introdurre il rinnovamento in azienda</a></p>
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		<title>Convegno Osservatorio Enterprise 2.0</title>
		<link>http://www.yooplus.com/2008/02/29/convegno-osservatorio-enterprise-20/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Yooplus]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un evento molto atteso ed importante:
Enterprise 2.0:  la rivoluzione che viene dal Web
 12 marzo 2008, ore 9.30 &#8211; 13.00
Organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano presso l&#8217;Aula Rogers del Politecnico di Milano, Via Ampére 2, Milano.
Durante il Convegno saranno presentati i risultati della Ricerca, che &#8211; attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un evento molto atteso ed importante:<br />
<em><strong>Enterprise 2.0:  la rivoluzione che viene dal Web</strong></em><br />
 12 marzo 2008, ore 9.30 &#8211; 13.00<br />
Organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0 della S<strong>chool of Management del Politecnico di Milano</strong> presso l&#8217;Aula Rogers del Politecnico di Milano, Via Ampére 2, Milano.<br />
Durante il Convegno saranno presentati i risultati della Ricerca, che &#8211; attraverso studi di caso, interviste e survey &#8211; ha coinvolto oltre <em>130 tra le principali imprese e Pubbliche Amministrazioni operanti nel nostro Paese</em>, analizzando lo stato e i trend dell&#8217;applicazione delle nuove soluzioni Enterprise 2.0 ed i loro impatti sui processi, le relazioni e i modelli di impresa.<br />
A seguire una tavola rotonda che affronterà i temi di questa attesa ed auspicabile rivoluzione che crediamo sarà molto interessante.<br />
<a href="http://www.osservatori.dig.polimi.it/dettaglioEvento2.php" target=blank_">I dettagli dell&#8217;evento</a><br />
L&#8217;affluenza agli eventi organizzati dal Politecnico è sempre molto alta, quindi affrettatevi se volete partecipare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nostri white papers (N.2)</title>
		<link>http://www.yooplus.com/2008/02/15/i-nostri-white-papers-n2/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 15:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[White Paper]]></category>

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		<description><![CDATA[
Siamo alla seconda pubblicazione di white papers.
Il N. 2 ha come titolo &#8220;Flat Project Teams: un’esperienza di vita vissuta&#8221;.
Una prospettiva sui &#8220;gruppi di lavoro orizzontali&#8221; raccontata in base ad un esempio di vita vissuta dal nostro Thomas in una sua precedente esperienza di lavoro.
whitepaper2
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/01/152.jpg" title="152.jpg"><img src="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/01/152.jpg" alt="152.jpg" /></a></p>
<p>Siamo alla seconda pubblicazione di white papers.<br />
Il N. 2 ha come titolo <strong>&#8220;Flat Project Teams: un’esperienza di vita vissuta&#8221;</strong>.<br />
Una prospettiva sui <em>&#8220;gruppi di lavoro orizzontali&#8221; </em>raccontata in base ad un esempio di vita vissuta dal nostro Thomas in una sua precedente esperienza di lavoro.<br />
<a href="http://blog.yooplus.com/it/wp-content/uploads/2008/02/whitepaper2.pdf" title="whitepaper2.pdf" target="_blank">whitepaper2</a></p>
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