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	<title>Yooplus &#124; social media &#38; enterprise 2.0 &#187; No Logo</title>
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		<title>Le parole sono pietre</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 14:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vanz</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Logo]]></category>
		<category><![CDATA[Repost]]></category>
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		<category><![CDATA[punto informatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Popolarità o frequenza? Comparire frequentemente significa essere popolari?
Ed è davvero un valore?
Non è che stiamo confondendo la popolarità (nell&#8217;accezione di essere noti e apprezzati) con il numero di volte che il nostro nome &#8211; o quello del nostro prodotto &#8211; è menzionato in Rete? Questo equivoco sta ingenerando una confusione pericolosa? Che conseguenze ha confondere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_929" class="wp-caption alignright" style="width: 128px"><a href="http://www.flickr.com/photos/hypno_bedhead/873918239/"><img class="size-medium wp-image-929" title="pop" src="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/05/pop-300x240.jpg" alt="foto di &lt;a href=" width="118" height="94" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Hypno_bedhead da Flickr</p></div>
<p>Popolarità o frequenza? Comparire frequentemente significa essere popolari?<br />
Ed è davvero un valore?</p>
<p>Non è che stiamo confondendo la popolarità (nell&#8217;accezione di essere noti e apprezzati) con il numero di volte che il nostro nome &#8211; o quello del nostro prodotto &#8211; è menzionato in Rete? Questo equivoco sta ingenerando una confusione pericolosa? Che conseguenze ha confondere popolarità e ricorrenza?</p>
<p>Se lo chiede mafe nell&#8217;ultimo articolo scritto per la rubrica No Logo di Punto informatico, intitolato <a href="http://punto-informatico.it/2623810/PI/Commenti/nologo-parole-sono-pietre.aspx">Le parole sono pietre</a>.</p>
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		<title>[NoLogo] p2p currency</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 07:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yooplus Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Logo]]></category>
		<category><![CDATA[Passione]]></category>
		<category><![CDATA[currency]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[p2p]]></category>
		<category><![CDATA[punto informatico]]></category>

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		<description><![CDATA[
[ripubblicato da Punto Informatico]
E se esistesse una metrica capace di misurare il nostro valore sociale? La nostra utilità rispetto al gruppo a cui apparteniamo? Il nostro coefficiente di senso? E se questa metrica fosse una valuta come l&#8217;euro o il dollaro, ma premiasse chi è più amato, generoso, simpatico?
Le cose più importanti della vita non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-608" title="gCredit" src="http://www.yooplus.com/wp-content/uploads/2009/03/waterfall-300x185.gif" alt="gCredit" width="300" height="185" />
<p style="text-align: right;">[ripubblicato da <a title="Punto Informatico" href="http://punto-informatico.it/2580942/PI/Commenti/nologo-p2p-currency.aspx" target="_blank">Punto Informatico</a>]</p>
<p>E se esistesse una metrica capace di misurare il nostro valore sociale? La nostra utilità rispetto al gruppo a cui apparteniamo? Il nostro coefficiente di senso? E se questa metrica fosse una valuta come l&#8217;euro o il dollaro, ma premiasse chi è più amato, generoso, simpatico?</p>
<p>Le cose più importanti della vita non sono in vendita e non sono misurabili. L&#8217;amore, la tranquillità d&#8217;animo, la fiducia, un buon metabolismo, la capacità di vivere il momento: nessuna di queste cose è in vendita, anche se buona parte del marketing consiste nell&#8217;ideare dei loro succedanei, concreti o metaforici.</p>
<p>Come da claim di una nota carta di credito, alcune cose &#8220;non hanno prezzo&#8221;, nel senso che non solo hanno un valore incommensurabile, ma soprattutto non sono acquistabili in nessun negozio, foss&#8217;anche per super ricchi.</p>
<p><span id="more-601"></span><br />
Una possibile terra di mezzo tra il mondo della mercificazione e il mondo dei valori impalpabili però esiste, e ha trovato proprio in rete il suo spazio ideale. È l&#8217;economia del dono, che trova la sua massima espressione nella condivisione continua di beni digitali, competenze, informazioni, pezzi di lavoro, codice, foto, video, testi. L&#8217;economia del dono è alla base della rete sociale: non c&#8217;entra niente con la bontà o con il baratto perché consiste più nel mettere spontaneamente qualcosa a disposizione di chiunque che nel rispondere a una richiesta precisa. La spontaneità del dono viene ampiamente ripagata in capitale sociale e numerose idee o startup dell&#8217;ultima periodo stanno cercando un modo per misurarlo e dargli un valore concreto.</p>
<p>Nel linguaggio di <a href="http://twollars.com/" target="_blank">Twollars</a>, l&#8217;idea di partenza è stata la misurazione e l&#8217;esplicitazione della enorme quantità di &#8220;energia sociale&#8221; in circolazione su Twitter. Regalare twollars è un po&#8217; come dare un favorite o un like, ma facendo un passettino avanti: i &#8220;twollars&#8221; possono essere convertiti in dollari da uno sponsor che li dona concretamente a un&#8217;associazione benefica. Non una genialata come modello di business, temo, ma comunque nel quadro generale un esperimento interessante.</p>
<p><a href="http://www.joytopia.net/" target="_blank">Joytopia</a> invece sta lavorando a un progetto di &#8220;moneta della vita&#8221; nel contesto di un&#8217;&#8221;economia naturale&#8221; basata sui &#8220;thanks point&#8221;. Ogni iscritto riceve 50 &#8220;grazie&#8221;, un po&#8217; come i prop di <em>Blip.fm</em>, e se non li usa nei tempi indicati li perde.</p>
<p>Twollars e Joytopia sono due giochini che probabilmente avranno vita breve: di tutta altra dignità il progetto <a href="http://www.gcredit.org/index.php/Main_Page" target="_blank">Gcredit</a>, &#8220;una valuta personale assegnata per il valore sociale scambiato&#8221;: i crediti vengono calcolati utilizzando un algoritmo di Google dal funzionamento simile al Page Rank. Oltre ai tecnicismi forse difficili da risolvere (Gcredit <a href="http://www.project10tothe100.com/" target="_blank">partecipa</a> all&#8217;abbandonato, per ora, <em>Google Project 10^100</em>) l&#8217;idea geniale di Gcredit è di creare due economie separate, una per i beni di prima necessità, un&#8217;altra per i beni superflui. La prima viene alimentata dalla generosità collettiva, la seconda continua a funzionare con i meccanismi del mercato. Difficile non essere d&#8217;accordo con la conclusione: &#8220;il progresso nel mondo può iniziare solo quando tutti hanno il necessario per sopravvivere&#8221;.</p>
<p>Sospendendo il giudizio sui singoli esperimenti, e considerando cosa è successo nei mercati finanziari nell&#8217;ultimo periodo, possiamo dire che i tempi sono maturi per una valuta p2p, il cui valore e le cui fonti di guadagno sono decise dinamicamente dall&#8217;energia sociale che ciascuno di sprigiona e diffonde in rete. Bello? Brutto? Sicuramente diverso.</p>
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